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Aspirina per acido lattico: quando e perché prenderla? In quali dosi?

allenamento

Quando si pratica attività sportiva si sente spesso parlare di acido lattico, talvolta senza capirne il significato. L’acido lattico o lattato è una sostanza che viene naturalmente prodotta dal nostro organismo per un motivo ben preciso, anche se la sua comparsa può spaventare gli atleti ed essere accusata come possibile principale causa di fastidi e dolori muscolari legati a una situazione eccessiva di sforzo.

Scopriamo insieme quando viene consigliata l’assunzione dell’Aspirina come antinfiammatorio e analgesico, in che dosaggio e quali possibili rimedi si possono associare.

Come si forma l’acido lattico, e perché?

L’acido lattico, chiamato anche lattato, è una sostanza prodotta dalle cellule presenti nel nostro corpo anche in condizioni di riposo come risultato di una reazione chimica, utile per la produzione di energia.

Se in eccesso, l’acido lattico può diventare pericoloso, a seguito di una sintesi maggiore rispetto a quella che si può avere in condizione di riposo. Inoltre, si ammassa nei muscoli e crea delle tossine che possono influenzare negativamente sull’efficienza del sistema muscolare, provocando possibili dolori, crampi e la comparsa di fatica muscolare.

Se è vero che tutti hanno sperimentato almeno una volta nella vita la sensazione legata alla presenza dell’acido lattico, tutti ci siamo chiesti perché si formi. Questa sostanza è il prodotto di un processo spontaneo del nostro organismo chiamato “glicolisi anaerobica”, che si innesca automaticamente quando nel corso di un’intensa attività fisica aumenta la richiesta di energia e l’ossigeno derivante dalla respirazione risulta essere insufficiente, accumulando al contrario idrogeno.

La scarsa presenza di ossigeno non permette la trasformazione del glucosio in energia e si attiva la produzione di acido lattico, per eliminare l’idrogeno dall’organismo e alcuni prodotti di scarto, permettendo ai muscoli di continuare a lavorare. Nonostante i possibili effetti benefici dell’acido lattico, quando il suo livello in circolo è maggiore della capacità di smaltimento, il nostro corpo avverte dolore e fatica muscolare.

Quando si può assumere l’Aspirina? In che dosaggio?

Tra gli sportivi e appassionati circola la convinzione che l’acido acetilsalicilico possa contrastare l’accumulo di acido lattico provocato da un’intensa attività. In realtà, questa convinzione sembra essere stata smentita da chi di dovere, dal momento che l’assunzione dell’analgesico non ne limiterebbe la produzione.

Tanti sportivi sembrano provare sollievo nell’assumere l’Aspirina dopo un esercizio fisico intenso per via delle proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche del farmaco. Spesso, il dolore muscolare è associato a lesioni, traumi o tensioni eccessive che possono essere alleviate assumendo un analgesico. L’acido acetilsalicilico, inoltre, può aiutare a proteggere efficacemente dallo stress ossidativo provocato durante lo sforzo muscolare, nulla a che vedere con l’accumulo di acido lattico.

In realtà, i medici consigliano l’assunzione dell’Aspirina in compresse per la sua funzione analgesica e antinfiammatoria, per lenire e contrastare i dolori muscolari legati allo sforzo eccessivo, eventuali strappi muscolari, traumi e lesioni.

Il dosaggio consigliato può variare a seconda del caso specifico ma solitamente viene consigliata dai 16 anni in su l’assunzione di una compressa, che se necessario può essere assunta nuovamente dopo che saranno trascorse almeno 4 ore. In caso di dolori più intensi, il medico può aumentare il dosaggio a 2 compresse, che possono essere assunte nuovamente se necessario dopo che saranno trascorse almeno 4 ore.

Ossigeno, allenamento e riposo

Per eliminare l’acido lattico in eccesso, secondo il consiglio degli esperti, sembra essere necessario concedere ai muscoli un po’ di relax per lasciarli riossigenare. Se la quantità di ossigeno è insufficiente, l’acido lattico viene eliminato più lentamente. Non appena il sangue sarà nuovamente in grado di trasportarlo all’esterno dei muscoli, l’acido lattico verrà smaltito in pochi minuti o in un paio di ore. L’ossigeno che giungerà ai muscoli consentirà la ripresa dello “sforzo aerobico”, senza indolenzimento e bruciore.

Il modo più semplice per ridurre la produzione dell’acido lattico è quello di limitare le situazioni in cui si genera l’accumulo, eseguendo esercizio fisico a bassa intensità di sforzo. Può essere d’aiuto anche un opportuno allenamento che possa migliorare l’ossigenazione dei tessuti e l’efficienza del metabolismo aerobico. Per evitare i dolori da eccessivo sforzo, che spesso richiedono l’assunzione di farmaci come l’Aspirina, è bene associare anche attività di riscaldamento, defaticamento e stretching. Il consiglio è quello di rivolgersi al proprio medico di fiducia, a personal trainer qualificati così da potere ridurre ogni eventuale possibile rischio.

Bere prima, durante e dopo l’esercizio fisico è importante perché, equilibrando le perdite di liquidi associate alla sudorazione, permette al sangue di mantenere inalterata la capacità di trasportare nutrienti e ossigeno ai muscoli sotto sforzo. 

Quali rimedi possono essere utili per eliminare l’acido lattico?

Per evitare i fastidi dovuti all’eccesso di acido lattico è possibile individuare i principali rimedi contro il dolore provocato dal suo circolo all’interno dell’organismo. In ogni caso è sempre opportuno parlarne con il proprio medico, specie se si vuole assumere un antinfiammatorio analgesico come l’Aspirina. Tra i possibili rimedi si può scegliere:

  • bicarbonato: che viene usato anche come correttore di acidità per birra e bevande. Grazie alle proprietà alcaline, il bicarbonato può aiutare a ripristinare il corretto equilibrio acido-basico di cui necessita il nostro organismo;
  • magnesio: consumare cibi che contengono magnesio e sali minerali può avere un possibile effetto alcalinizzante, come nel caso di verdure o frutta (la banana ad esempio) che ne sono ricchi;
  • rimedi casalinghi: da utilizzare come possibili coadiuvanti dei trattamenti farmacologici prescritti dal medico. Si tratta di pratiche e veloci soluzioni casalinghe come un bagno rilassante al termine di una sessione di allenamento oppure eseguire impacchi di ghiaccio efficaci quando il dolore è localizzato.

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