contrazioni ogni dieci minuti

Contrazioni ogni 10 minuti: cosa fare durante le fasi del travaglio

Il parto è un momento davvero delicato,  scandito da diverse fasi, riconducibili al travaglio. Tutti i segnali che sono percepiti dalla donna sono fondamentali per riconoscere un reale travaglio dai falsi allarmi. Cercare di vivere questa situazione con tranquillità, significa cercare di gestire al meglio una situazione di per sé delicata.

Le varie fasi del travaglio: come si presentano e come affrontarle al meglio

Il travaglio inizia ufficialmente con la perdita del tappo mucoso, una sostanza gelatinosa simile al muco, con una consistenza diversa rispetto alle comuni perdite vaginali. Il travaglio è anticipato da quelle che sono definite “contrazioni di preparazione”, che avvengono qualche giorno prima del parto e che possono essere confuse dalla futura mamma con il travaglio vero e proprio. Sono diversi i sintomi che indicano l’avvicinarsi delle doglie nella gestante, come i dolori al basso ventre e alla schiena, espressione della preparazione del corpo al parto.

L’inizio del travaglio avviene con le le prime contrazioni, che inizialmente si presentano ogni 10 minuti.  Il travaglio si sviluppa in diverse fasi, ognuna scandita da intervalli temporali diversi e da una diversa intensità di dolore. Le fasi del travaglio sono essenzialmente quattro:

  • Nella prima fase del travaglio, ossia quella prodromica, si assiste alla rottura della sacca in cui il bambino è immerso nel liquido amniotico, che disperdendosi, fuoriesce. Questo momento è ciò che è definito comunemente “rottura delle acque”. E’ il momento in cui bisogna recarsi in ospedale, senza però preoccuparsi. Fisiologicamente il travaglio inizia tra la trentasettesima e la quarantunesima settimana dall’ultima mestruazione. In questo istante l’utero, che ha la forma di una pera al contrario, acquista una forma rotonda, per consentire la preparazione del corpo.

E’ dopo la perdita del tappo mucoso, che inizia il travaglio vero e proprio. In questo istante, infatti, iniziano le prime contrazioni, a causa dell’utero che contraendosi, apporta dolore localizzato alla zona dei fianchi e del basso ventre. Il corpo inizia a produrre una maggiore quantità di estrogeni. La prima fase può anche precedere di qualche ora (o giorno) la nascita del bambino, poiché le contrazioni sono molto deboli e distanziate, mentre la cervice inizia a dilatarsi, fino a raggiungere i 3 cm

  • Nella seconda fase si assiste a una produzione di ossitocina, l’ormone che stimola la dilatazione della cervice, per creare il canale del parto. Si parla di travaglio vero, quando la cervice raggiunge una dilatazione di 4 cm e le contrazioni diventano frequenti e acute. In questa fase, la donna può trovare sollievo camminando.
  • Nella terza fase, quella espulsiva, la cervice ha raggiunto una larghezza che consente il passaggio della testa del bambino. E’ il momento di spingere. E’ importante seguire tutte le indicazioni dell’ostetrica, che inviterà a compiere lo sforzo a intervalli di tempo regolari, onde evitare lacerazioni. Anche la respirazione svolge un ruolo fondamentale in questa fase e non può avvenire casualmente
  • Nella quarta fase, ossia quella di secondamento, il bimbo è nato ma bisogna eliminare la placenta, il cordone ombelicale e le membrane. La mamma ha superato il momento critico e incontra finalmente il suo bambino

Durante le varie fasi è importante non farsi prendere dal panico e seguire i consigli dell’equipe di professionisti, che seguono la mamma e il bambino. Sebbene l’esperienza possa essere molto dolorosa, ci sono alcuni accorgimenti, che possono diminuire il dolore, rendendolo più gestibile, come adottare le tecniche di respirazione, che permetteranno di controllare le contrazioni e di ossigenare meglio il bambino. Anche camminare durante la prima fase, può servire ad alleviare i disturbi delle contrazioni. Quando il travaglio è difficile, può essere opportuno ricorrere all’epidurale, che riuscirà ad alleviare ogni dolore.

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