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Grave affezione polmonare: come si contrae la TBC? Qual è la sua cura?

La TBC o tubercolosi è una malattia molto seria che è ancora presente nella nostra società, anche se in Italia è considerata molto rara. Debellarla oggi è possibile, attraverso delle cure mirate e una diagnosi precoce. La TBC si diffonde per via respiratoria, attraverso la tosse o gli sternuti di persone che sono infette. Non tutti coloro che contraggono il bacillo della tubercolosi, però si ammalano. Può essere letale per coloro che sono affetti da HIV.

Generalmente la malattia colpisce i polmoni con sintomi che possono comprendere tosse persistente, febbre, perdita di peso, dolore al petto, difficoltà respiratoria e nei casi più gravi può portare alla morte. Può colpire altri organi tranne il sistema scheletrico. Si tratta pertanto di una malattia da non sottovalutare perché se trascurata può diventare fatale.

Come si trasmette?

Come abbiamo anticipato, la TBC o tubercolosi è una malattia infettiva provocata da un batterio “gram positivo” chiamato anche Bacillo di Koch. Ne esistono 5 tipi ma solo due interessano l’uomo. Solitamente attacca i polmoni e può colpire anche altre parti del corpo.

Si trasmette per via aerea attraverso goccioline di saliva, secrezioni bronchiali, a causa di un colpo di tosse o di uno sternuto. Il periodo di incubazione va da 8 settimane a tutta la vita, e non è detto che si manifesti nel soggetto infettato.

I sintomi

La TBC polmonare è asintomatica ma spesso i sintomi iniziali sono poco difficili da riconoscere e possono comprendere: febbre, sudorazione, dolore al torace, perdita di peso. Nel caso in cui la malattia è diagnosticata è presente la tosse, persistente per settimane o mesi, accompagnata in alcuni casi da sangue nell’espettorato. 

Nei soggetti immunocompromessi e nei bambini piccoli l’infezione può diffondersi al di fuori delle vie respiratorie provocando altre tipologie di TBC extra-polmonari. I sintomi della TBC extra-polmonare possono essere vari e diversi a seconda dell’organo colpito, del tipo di micobatterio e del modo in cui reagisce il sistema immunitario.

Le zone più frequenti di infezione extra-polmonare possono essere: la pleura, il sistema nervoso centrale, il sistema linfatico (il cui sintomo principale può essere un ingrossamento dei linfonodi del collo), l’apparato genito urinario (il sui sintomo può essere la presenza di urina nel sangue), la pelle con ascessi e ulcere e la colonna vertebrale. 

Diagnosi precoce

La TBC è una malattia infettiva che può essere curata e sconfitta con terapie mirate ma soprattutto con una diagnosi precoce nei soggetti con infezione attiva. Una diagnosi precoce può consentire di adottare interventi terapeutici mirati che possono aiutare a favorire la remissione.

L’esame preliminare più diffuso per diagnosticare la TBC è il test della tubercolina “Mantoux”. Se il risultato è positivo indica che il sistema immunitario è entrato a contatto con il batterio della tubercolosi. Se la tubercolina è positiva sarà necessario verificare o escludere una malattia attiva specie nei polmoni ed eseguire una radiografia toracica. L’esito positivo potrà svelare la presenza della malattia.

Un importante metodo di diagnosi potrebbe essere l’esame diretto dell’espettorato. Nel corso degli ultimi anni, agli strumenti diagnostici tradizionali si sono aggiunte nuove procedure che hanno aumentato la sensibilità e specificità della diagnosi di laboratorio.

La terapia

Con la diffusione e l’utilizzo del nuovo test molecolare Xpert, che consente di ottenere i risultati dopo un paio di ore, indicando il livello di resistenza ai farmaci da parte del bacillo, si è ottenuto un passo avanti nella diagnosi precoce della TBC. Si tratta però, di un test costoso e complesso da eseguire che richiede corrente elettrica costante e stabile. Questo, purtroppo, non ha permesso di diffondere il test nei paesi del terzo mondo nonostante l’OMS ne abbia promosso i progetti e incoraggiato l’utilizzo.

La terapia della TBC richiede un trattamento della durata minima di sei mesi. Un utilizzo improprio dei farmaci antitubercolari potrebbe velocizzare lo sviluppo dei ceppi del batterio resistenti agli antibiotici. Nel caso di tubercolosi resistente ai due antibiotici principali di “prima linea” si parla di TBC multi-resistente ai farmaci che deve essere trattata con farmaci di “seconda linea”. Da questa forma di TBC sembra essere possibile guarire, ma il protocollo medico è abbastanza difficile e può durare 2 anni con la presenza di possibili effetti collaterali.

In alcuni casi, la tubercolosi multi-resistente può trasformarsi in una forma ancora più difficile da trattare e chiamata Xdr-Tb, ovvero con resistenza estesa ai farmaci. In questo caso, essendo resistente anche ai farmaci di seconda linea, le cure sono molto limitate. Le cure, come abbiamo visto, possono durare da 6 mesi a 18-24 mesi. E’ necessario che il paziente segua la terapia e la dose prescritta giornalmente, in modo preciso, riducendo così il periodo del trattamento a circa 6-8 mesi.

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