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Curva glicemica in gravidanza: di che cosa si tratta? Come si calcola?

La curva glicemica o GCT è uno degli esami più importanti da eseguire durante la gravidanza. Il test segue modalità precise e serve a escludere la presenza del diabete gestazionale, una condizione patologica che se non tenuta sotto controllo, può compromettere la salute della madre e del feto. Il diabete gestazionale è, infatti, una patologia che si presenta molto più spesso di quanto si possa pensare, finendo per coinvolgere circa il 20% delle gestanti. A differenza di altri test eseguiti per il controllo della glicemia, la curva glicemica non richiede un un periodo di digiuno. La curva glicemica è un esame necessario a valutare la glicemia, ossia la presenza di zuccheri nel sangue. Alcuni accorgimenti alimentari possono aiutare la gestante a tenere il problema sotto controllo, col fine di evitare dei rischi per sé stessa e il proprio bambino.

Curva glicemica in gravidanza: come si effettua il test e quali sono i valori di riferimento

La curva glicemica in gravidanza è un esame molto importante che consente di capire se l’organismo della madre riesce bene a smaltire gli zuccheri. La gravidanza, infatti, è un momento molto delicato che può contribuire ad alterazioni sul metabolismo dei carboidrati. Per eseguire il test della curva glicemica si procede in primis a eseguire un prelievo tradizionale volto a misurare la glicemia basale. In seguito, alla gestante è somministrata per via orale una precisa quantità di glucosio.

Il primo test prevede la somministrazione di 50 g di glucosio. Nel caso in cui il test evidenzi, dopo un’ora dall’esecuzione, un risultato maggiore di 140 mg/dl , è necessario effettuare un ulteriore test di verifica che prevede la somministrazione di una quantità maggiore di glucosio, pari a circa 100 mg. Il glucosio è somministrato per via orale, sciogliendolo in una quantità d’acqua pari a circa 250 ml, ossia un bicchiere. La verifica del risultato avviene  dopo sessanta minuti, periodo nel quale alla paziente è vietato consumare alcun cibo. Il secondo test non risulta necessario qualora il risultato superi il valore di 180 mg/dl. Un valore così elevato, infatti, conferma in modo inequivocabile la presenza di diabete gestazionale.

Il test serve a valutare la presenza del diabete gestazionale, un tipo di diabete che può verificarsi appunto in gravidanza. La sua esecuzione avviene tra la ventiquattresima e la ventottesima settimana di gestazione e si effettua senza la necessità di compiere un periodo di digiuno precedente. In caso di sovrappeso grave, il medico può decidere di far eseguire in test già nelle prime settimane di gestazione, proprio per scongiurare la presenza del diabete.

Se la curva glicemica evidenzia la presenza del diabete gestazionale, l’esame deve essere ripetuto anche dopo il parto. Infatti, la comparsa del diabete gestazionale può verificarsi a causa degli ormoni prodotti durante la gravidanza, che determinano una maggiore resistenza all’insulina, col fine di favorire la crescita del feto nel grembo materno. La curva glicemica è un esame importante da eseguire soprattutto in presenza di fattori di rischio, tra cui il sovrappeso, ma anche nel caso in cui si assista una crescita anomala del feto o alla presenza di un quantitativo eccessivo liquido amniotico.

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