Le prime donne della scena politica italiana

Oggi è normale vedere delle donne in politica, ma chi erano e cosa hanno fatto le prime donne della scena politica italiana? Qual’è l’insegnamento che hanno lasciato, o volevano lasciare, a chi sarebbe venuto dopo di loro?

Donne nella Resistenza

Fino al 1946 le donne non potevano votare in Italia, e questa conquista si deve molto anche alle donne che hanno combattuto nella Resistenza italiana.

Si può ricordare sicuramente Tina Anselmi (1927-2016) che, giovanissima, dopo aver assistito all’impiccagione di giovani partigiani da parte dei fascisti, decise di iscriversi alla DC, nel 1944, a soli diciassette anni, e divenne staffetta della Brigata Battisti. Nel dopoguerra, si laureò in lettere e diventò la prima dirigente sindacale. In seguito venne nominata vice presidente dell’Unione europea femminile. Dal 1968 al 1982, invece, ricoprì la carica di deputato. E’ a lei che si deve le leggi delle pari opportunità.

Altre, aderenti alle Resistenza italiana, non hanno avuto l’occasione di impegnarsi nella politica o nel sociale del proprio paese, come Irma Bandiera, combattente della settima brigata, uccisa dai fascisti il 14 agosto 1944, dopo aver subito le peggiori torture. Tuttavia, a lei e alle altre partigiane uccise, si deve molto.

Le donne nei primi anni della repubblica

Una delle prime donne a ricoprire un incarico alla Camera dei deputati, nel 1946, fu Nilde Iotti (1920-1999),che ne divenne presidente dal 1979 al 1992, che i cronisti soprannominarono “la regina di Montecitorio”, ed è stata un vero simbolo per le donne per la lotta all’emancipazione femminile.

Un’altra partigiana, eletta alla Costituente, fu Lina Merlin (1881-1979), rieletta più volte al Senato, ed è uno dei personaggi socialisti più conosciuti, sebbene i suoi rapporti con la politica e il suo partito furono sempre di distanza e di estraneità. Fu lei a chiedere di inserire, nell’articolo 3 della Costituzione, l’espressione “senza distinzione di sesso”.

Teresa Noce (1900-1980), anch’essa un partigiana, che venne deportata nel 1943 nel campo di concentramento di Ravensbrück, divenne una delle ventuno donne elette alla Costituente, nel giugno 1946, e si impegnò nella tutela, sia fisica che economica, delle madri lavoratrici.

A questo elenco si possono aggiungere anche Angela Gotelli, Teresa Mattei, Adele Bei, Elisabetta Conci, Angiola Minella Molinari, Vittoria Titomanlio e molte altre.

Il ruolo che queste donne hanno avuto nella nascita della Repubblica italiana, nonché durante la guerra, è stato fondamentale, ma sta alle future generazioni di italiane, che vogliono impegnarsi nella politica, a continuare il loro lavoro per migliorare il proprio Paese.

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